Art. 32 - R.R. 2/2015

Art. 32 Recupero dell'acqua piovana

R.R. Umbria 2/2015 · Titolo I, Capo I, Sezione VII

Art. 32 · Recupero dell'acqua piovana

Questo mio ultimo progetto editoriale riscrive il Regolamento regionale umbro 2/2015 un articolo alla volta, per renderlo più leggibile da chi lo applica ogni giorno. Riconosco a chi lo ha redatto il grande merito di aver riunito in un solo testo una disciplina prima dispersa in otto regolamenti diversi. Il mio è un esercizio fatto senza alcuna presunzione: non intendo sostituirmi al legislatore regionale, ma solo rendere il testo più chiaro. Anche a me stesso, soprattutto a me stesso. La riscrittura non cambia il contenuto della norma: usa frasi brevi, commi numerati e rinvii essenziali, e conserva le ambiguità del testo, discusse nel commento. Tra parentesi quadre è indicato il comma originale. Quando serve alla lettura, l’ordine dei commi può cambiare. Sono ovviamente benvenuti tutti i commenti.

Testo vigente

  1. 1. L'acqua piovana proveniente dalle coperture degli edifici è raccolta e riutilizzata per uso sia pubblico che privato al fine del razionale impiego delle risorse idriche ed è riutilizzata, tra l'altro, per i seguenti scopi: a. manutenzione delle aree verdi pubbliche o private; b. alimentazione integrativa delle reti antincendio.
  2. 2. I piani attuativi relativi a nuovi insediamenti o alla ristrutturazione urbanistica di quelli esistenti, prevedono la realizzazione di apposite cisterne di raccolta dell'acqua piovana, della relativa rete di distribuzione e dei conseguenti punti di presa per il successivo riutilizzo, da ubicarsi all'interno dei lotti edificabili, ovvero al di sotto della rete stradale, dei parcheggi pubblici o delle aree verdi e comunque in siti orograficamente idonei. La quantità di acqua che tali cisterne devono raccogliere è definita applicando il dimensionamento di cui ai commi 4, 5 e 6.
  3. 3. Nella costruzione di nuovi edifici e negli interventi di ristrutturazione urbanistica di edifici esistenti, in assenza dei piani attuativi approvati con i requisiti di cui al comma 2, è obbligatorio il recupero delle acque piovane provenienti dalle coperture degli edifici per gli usi di cui al comma 1, tramite la realizzazione di appositi sistemi di raccolta, filtraggio ed erogazione. Il comune, su richiesta motivata dell'interessato, pu disporre la deroga dall'obbligo di cui al presente comma.
  4. 4. Il recupero delle acque piovane è obbligatorio quando si verificano entrambe le seguenti condizioni: a. la superficie della copertura dell'edificio è superiore a metri quadrati 100; b. sono presenti aree verdi irrigabili pertinenziali all'edificio aventi superficie superiore a metri quadrati 200.
  5. 5. In presenza di coperture con superficie fino a metri quadrati 300, l'accumulo deve avere una capacità totale non inferiore a 30 litri per metro quadrato di dette coperture, con un minimo di 3.000 litri.
  6. 6. In presenza di superficie superiore a metri quadrati 300, la capacità totale dell'accumulo è pari al minor valore tra il rapporto di 30 litri per metro quadrato di copertura e il rapporto di 30 litri per metro quadrato di area verde irrigabile pertinenziale; la vasca di accumulo deve comunque assicurare una capacità minima di 9.000 litri.
  7. 7. Le disposizioni di cui al presente articolo sono facoltative in caso di interventi di ampliamento e di ristrutturazione edilizia di edifici esistenti o di realizzazioni di edifici pertinenziali con superficie della copertura inferiore a metri quadrati 100, al servizio degli edifici principali.

Testo riscritto

  1. 1. L'acqua piovana delle coperture degli edifici è raccolta e riutilizzata, per uso pubblico e per uso privato, per un impiego razionale delle risorse idriche. [c. 1]
  2. 2. L'acqua raccolta è riutilizzata, tra l'altro, per questi scopi: [c. 1]
    • a) manutenzione delle aree verdi pubbliche o private;
    • b) alimentazione integrativa delle reti antincendio.
  3. 3. I piani attuativi di nuovi insediamenti, e quelli di ristrutturazione urbanistica di insediamenti esistenti, prevedono: [c. 2]
    • a) le cisterne di raccolta dell'acqua piovana;
    • b) la rete di distribuzione;
    • c) i punti di presa per il riutilizzo.
  4. 4. Le cisterne sono collocate all'interno dei lotti edificabili o sotto la rete stradale, i parcheggi pubblici o le aree verdi. Sono comunque collocate in siti orograficamente idonei. [c. 2]
  5. 5. La capacità delle cisterne dei piani attuativi è dimensionata con i commi 4, 5 e 6. [c. 2]
  6. 6. Se non c'è un piano attuativo approvato con i requisiti del comma 2, il recupero dell'acqua piovana delle coperture è obbligatorio: [c. 3]
    • a) nella costruzione di nuovi edifici;
    • b) negli interventi di ristrutturazione urbanistica di edifici esistenti.
  7. 7. Il recupero avviene con sistemi di raccolta, filtraggio ed erogazione, per gli usi del comma 1. [c. 3]
  8. 8. Il recupero è obbligatorio quando ricorrono entrambe queste condizioni: [c. 4]
    • a) la copertura dell'edificio supera 100 mq;
    • b) ci sono aree verdi irrigabili pertinenziali all'edificio che superano 200 mq.
  9. 9. Se le coperture misurano fino a 300 mq, l'accumulo ha una capacità totale di almeno 30 litri per ogni mq di copertura. La capacità minima è 3.000 litri. [c. 5]
  10. 10. Se la superficie supera 300 mq, la capacità totale dell'accumulo è il valore minore tra: [c. 6]
    • a) 30 litri per ogni mq di copertura;
    • b) 30 litri per ogni mq di area verde irrigabile pertinenziale.
  11. 11. Se la superficie supera 300 mq, la vasca di accumulo ha comunque una capacità minima di 9.000 litri. [c. 6]
  12. 12. Il comune, su richiesta motivata dell'interessato, può concedere la deroga all'obbligo del comma 3. [c. 3]
  13. 13. Le disposizioni di questo articolo sono facoltative negli interventi di ampliamento e di ristrutturazione edilizia di edifici esistenti o di realizzazione di edifici pertinenziali con copertura inferiore a 100 mq, al servizio degli edifici principali. [c. 7]

Commento

Il recupero dell’acqua piovana sconta il noto problema dell’assenza di acqua nelle stagioni estive e la necessità di essere trattata per essere re-immessa nell’uso.

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Scrivo di architettura, di diritto urbanistico, di paesaggio. E spesso lo racconto.
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