Liberi di costruire

Trascrivo qui di seguito un estratto brevissimo dall'ultimo libro di Marco Romano, Liberi di costruire. Non piacerà sicuramente a molti, anche se a me pare invece molto fertile.

"La diffidenza per la libertà del singolo cittadino e per i suoi desideri, che costituisce la piattaforma concettuale della pianificazione, fa sì che venga data molta rilevanza al <>, una categoria astratta che misura la felicità cittadina in metri quadrati senza alcuno scrupolo per superfici anche molto estese sottratte all'agricoltura per un loisir molto problematico - prati e boschetti spesso deserti - mentre riserva il proprio disprezzo per gli orti e i giardini che attorniavano lietamente le case del Petrarca come le ville suburbane di oggi, considerate da qualcuno, invece che vera e propria espressione della libertà (e del chilometro meno che zero), lebbra del paese."

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Scrivo di architettura, di diritto urbanistico, di paesaggio. E spesso lo racconto.
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