Le case degli altri

Quando ero molto piccolo abbiamo cambiato molte volte casa, e forse questo senso di precarietà mi è rimasto e mi porta ad avere questo senso di fissità. Vorrei una casa grande, da cui uscire solo quando ne ho voglia.

Quando ero molto piccolo abbiamo cambiato molte volte casa, e forse questo senso di precarietà mi è rimasto e mi porta ad avere questo senso di fissità. Vorrei una casa grande, da cui uscire solo quando ne ho voglia. Non ho più voglia di viaggiare: voglio stare. Viaggiare con il cervello, sì, con i sogni, ma non spostarsi, non girovagare. Odio essere un turista. Jarville, Nancy, Firenze, Foligno, e poi Haut-du-Lièvre, Trois Maisons, e poi Spoleto-città e infine la campagna: i miei primi 13 anni di “pastore errante” inconsapevole. Avrei voluto fermarmi e non cedere a quelle luci fatue giù nella piana, verso nord.

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Scrivo di architettura, di diritto urbanistico, di paesaggio. E spesso lo racconto.
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