Le parole del corso*

Dico subito che sarà una lezione un po’ atipica, un po’ coraggiosa, senza immagini. Quasi uno scandalo! Trattare l’architettura, la composizione architettonica, senza immagini! Tuttavia con il professor Belardi abbiamo condiviso un’idea: che oggi di tutto avete bisogno meno che di immagini.

Sarà dunque una lezione densissima, particolare, profonda, durissima: chi vuole uscire deve farlo ora o mai più. 😊
Bene, allora iniziamo.

La lezione prende il titolo da questo libro che ho scritto 5 anni fa. E’ un libro che fa un’operazione abbastanza semplice, che molti prima di me hanno fatto, e che consiste nel prendere le lettere dell’alfabeto e nell’abbinare a ogni lettera una parola, e raccontare qualcosa su questa parola. Parlo di architettura, ma faccio riferimenti alla musica, alla letteratura, alla poesia, alla pittura. Una sorta di piccolo ipertesto cartaceo. Ogni parola è insomma e dunque anche un pretesto: un pre-testo. C’è una bella presentazione di Paolo Belardi e una postfazione di Mario Pisani, che ringrazio ancora. Ho scelto solo 3 parole (Disegno, Ornamento, Luce), su cui rifletto e una ultima che non è nel libro Le parole del corso ma che mi serve perché riguarda una iniziativa molto attuale in cui sono coinvolto.

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Scrivo di architettura, di diritto urbanistico, di paesaggio. E spesso lo racconto.
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