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Spoleto (1)
Una volta Spoleto era mia. La conoscevo palmo a palmo: ogni singola pietra. Conoscevo i vicoli, le ore, le ombre, i profumi, anche. Oggi è cambiata (per me Spoleto è una donna, ovviamente). Non la riconosco più, non riconosco più quella sterminata area che ha consumato in periferie poco curate.
Il salice
Quando le api si avvicinavano al salice, io capivo che la vera primavera era arrivata: le api gli ronzavano intorno. Lo avevamo piantato sopra la vecchia vasca di recupero dell’acqua piovana che zia Natalina aveva fatto tombare appena arrivati. Il salice è cresciuto bello e rigoglioso per tanti anni,
Sanare nel paesaggio
Con la recente Circolare del Ministero della Cultura, appare evidente che le Soprintendenze locali non potranno più esimersi dall'esaminare nel merito le richieste formulate anche ai sensi dell'art. 36-bis del DPR 380/2001. Ciò significa, in sostanza, valutare la sanabilità di irregolarità commesse in aree
Lo “Scudo”
Cristina e io decidemmo di andare a trovare nostra madre a Nancy nell’estate del 2002. Partimmo con un vecchio “Scudo” della FIAT, che chiesi in prestito a Patrizio. Beatrice aveva 16 mesi e quindi ancora prendeva il latte al biberon. Pietro era più grande, ma sempre un bambino. Lo
Careggi: colonne sonore
I primi tempi è stato Paolo Conte. All’inizio dormivo in un letto di questo grande camerone per tre studenti, ospitato da Sergio e Luigi. Alla sera si mettevano spesso le cassette (audio-cassette), di Paolo Conte, con la sua Verde Milonga o il suo Diavolo rosso, che non conoscevo.