> ## Content Index
> Fetch the complete content index at: https://www.bmbarch.academy/llms.txt
> Use this file to discover other available public pages before exploring further.

# Gli alberi e gulu gulu gulu …
- URL: https://www.bmbarch.academy/gli-alberi-e-gulu-gulu-gulu/
- Published: 2026-10-15T17:05:43.000Z
- Updated: 2026-10-15T17:05:43.000Z
- Author: bruno
- Tags: Musae

Sono passato a ritrovare gli alberi. Dunque gli anni erano veramente passati: la loro altezza diceva soltanto, implacabilmente, una cosa. Da quanto tempo non ci vediamo?

Giravo con Pietro nel passeggino sotto quelle tamerici. All’epoca erano state appena piantate e il tronco non superava i dieci centimetri. Lui rideva come un pazzo a vedere le fronde piumose e i fiori rosati muoversi con il vento. Era quasi imbarazzante, quella felicità di guardare e ridere: non riuscivo a capire che cosa ci fosse di tanto buffo, e intanto il suo riso, il suo gulu... gulu... gulu, sembrava rivolgermi una domanda sola: come fai a non ridere?

Spingevo il passeggino verso un futuro che ignoravamo, io con il giaccone comprato da “I tre prezzi” e lui con il suo gorgoglio. Andavamo spesso da Riccardo, che si stava laureando in ingegneria elettronica con una tesi sul “filtro di Kalman”, l’arte di indovinare la rotta di un sistema dentro il rumore (gli avrei fatto da correttore di bozze). Nel pomeriggio prendevo un tè o un caffè, poi tornavamo a casa. Quella tesi, e ancor più la mia, stavano più avanti, nel tratto di strada che non vedevamo.

La sera, dopo cena, salivo a studiare nella mansarda che Sergio ed Eva (ancora grazie) mi avevano messo a disposizione. Nel punto più alto non arrivava al metro e novanta, e si camminava quasi sempre a testa china (un altro esercizio di umiltà). Sulla falda c’era un lucernario e io ci avevo messo sotto il tavolino. Ascoltavo Radio Tre e facevo gli esercizi di Scienza delle Costruzioni e di Statica, e un disegno per l’ultimo esame di composizione. Gli alberi erano lì vicino. Quando uscivo, a notte fatta, attento a non far rumore scendendo le scale del condominio, li guardavo sempre: senza vento, senza fiori, senza nessuno che ridesse, stavano fermi nel buio ad aspettare.